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mercoledì 23 luglio 2014

Tanti auguri a tutti quelli che oggi festeggiano, come me il loro compleanno

Voglio ringraziare quelli che mi hanno dato la loro attenzione facendomi gli auguri di buon compleanno e a chi, fino a questo momento, aveva o ha ancora intenzione di farmeli.

La mia faccia la conoscete e anche qualcosa del mio carattere.
Sono, da sempre, aperto alle problematiche degli altri e resto disponibile fin dove le mie condizioni fisiche ed economiche me lo permettono.
Cerco di essere vicino agli altri partecipando alla vita sociale di cui sono parte integrante con gli stimoli che la mia cultura riesce a produrre, con quello che scrivo e scritto in questi anni su diverse testate. Non ho pregiudizi e la mia mano è sempre tesa ad aiutare non solo chi me lo chiede, ma anche chi non mostra di averne bisogno. Gioco sempre in attacco, raramente mi difendo per conservare la mia integrità fisica fino alla fine dei miei giorni con gioia o con dolore, ma mai rassegnato, mai sconfitto.
Auguro a tutti una buona giornata vissuta con gioia anche se fa troppo caldo, anche se si ha poco, anche se abbiamo da dare agli altri solamente il nostro sorriso, la nostra benedizione.

Compleanno

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il compleanno, talvolta genetliaco, è il giorno dell'anno in cui è nata una persona. È solito in molte culture celebrare l'anniversario del compleanno, soprattutto nei bambini, per esempio dando una festa (festa di compleanno) con amici i quali portano regali al festeggiato.

Uso di festeggiare il compleanno

La ricorrenza della nascita di un sovrano era celebrata nell'antichità con feste e sacrifici agli dei. La data e ora della nascita, inoltre, sembrava essere d'importanza solo per un importante personaggio e soprattutto per il suo possibile utilizzo da parte degli astrologi. Col sopravvento del Cristianesimo la celebrazione del compleanno fu considerata una pratica pagana e venne completamente abbandonata. Non a caso la "Catholic Encyclopedia" vol.X pag. 709 nelle edizioni 1911 e 1913 riporta una citazione di Origene (scrittore ecclesiastico ed esegeta del III secolo): “Solo i peccatori … si rallegrano grandemente del giorno in cui vennero [al] mondo” riportato da “Origen, in Levit., Hom. VIII, in Migne P.G., XII, 495 (“Migne P.G.” è la raccolta di testi di patrologia greca a cura dell’ecclesiastico francese del XIX secolo Jacques Paul Migne). Perfino nel caso di Gesù la data dell'Epifania o quella del suo battesimo sembrarono più significative e importanti da celebrare rispetto alla data di nascita, che fu stabilita in modo uniforme nella cristianità solo dopo qualche secolo. Marco Polo racconta le feste di compleanno di Kublai Khan proprio perché in occidente apparivano un atto eccentrico. Si diffuse invece, nel Medioevo cristiano la celebrazione dell'onomastico o della data di morte, vero dies natalis alla vita vera.
La situazione cambiò con l'età moderna e si laicizzò perché la Riforma protestante, abolendo il culto dei Santi, tolse lustro alla celebrazione dell'onomastico mentre la rivoluzione francese promuoveva l'anagrafe e l'istituzione dei certificati di nascita. «Il compleanno moderno è apparso soltanto quando ha cominciato ad affrancarsi dalla tradizione cristiana del Medioevo... Non c'era posto per una celebrazione "religiosa" della ricorrenza della nascita»,[1]
L'atto di nascita della celebrazione del compleanno, come è intesa oggi, si verificò secondo lo storico francese Jean-Claude Schmitt nell'agosto 1802 quando Johann Wolfgang von Goethe volle celebrarne degnamente il cinquantatreesimo compleanno. La pratica dei moderni riti di compleanno (auguri, torta, candeline, regali, canzoncina) si consolidarono negli ambienti aristocratici e nella borghesia del XIX secolo e non raggiunsero gli ambienti popolari prima del XX.

Visione biblica del compleanno

La repulsione degli ebrei prima e dei primi cristiani poi nei confronti del compleanno nasce dal fatto che nel testo biblico nessun uomo fedele a Dio e da Lui approvato festeggiò il compleanno e di nessun profeta, santo o apostolo viene citata la data di nascita. Parimenti la Bibbia appositamente non cita la data di nascita di Gesù Cristo per l'evidente ragione che Dio odia tale usanza pagana. Difatti The Imperial Bible Dictionary, a cura di Patrick Fairbairn, Londra, 1874, Vol. I, p. 225 cita: "In tempi posteriori gli ebrei considerarono le feste di compleanno come parte di un’adorazione idolatrica, opinione che sarebbe stata abbondantemente confermata da ciò che vedevano nelle comuni usanze seguite in tali occasioni”.
Dello stesso parere erano i cristiani dei primi 3 secoli quando i princìpi cristiani non erano ancora stati impregnati da filosofie e tradizioni pagane: “La nozione della festa del compleanno era lungi dalle idee dei cristiani di questo periodo in genere”. — The History of the Christian Religion and Church, During the Three First Centuries, di Augustus Neander, New York, 1848, p. 190.
È da notare che le Sacre Scritture citano due compleanni e più precisamente il compleanno del Faraone come si legge in Genesi al cap.40 nei versetti da 20 a 22: "Effettivamente il terzo giorno, giorno natalizio del Faraone, egli fece un convitto a tutti i suoi ministri, ... Ristabilì il capo-coppiere nel suo ufficio di coppiere . . . e invece impiccò il capo panettiere ..." La Bibbia ed. Paoline 1987 pag. 60.
Nella seconda occasione la visione sfavorevole che ne da la Bibbia è maggiore poiché in occasione del compleanno di Erode (uomo non devoto) durante il suo compleanno venne tagliata la testa di Giovanni il Battista (uomo fedele a Dio). Questo episodio viene citato, con evidente proposito, due volte, sia da Matteo cap. 14 versetti 6-10 che da Marco cap. 6 dal versetto 21 al 28°.

Origine delle usanze popolari seguite nelle feste di compleanno

“Le varie usanze con cui oggi la gente festeggia i compleanni hanno una lunga storia. Affondano le radici nel reame della magia e della religione. L’usanza di fare gli auguri, i regali e una festa — con tanto di candeline accese — aveva nell’antichità lo scopo di proteggere dai demoni il festeggiato e di garantirne la sicurezza nel nuovo anno. . . . Fino al IV secolo il cristianesimo respinse la celebrazione dei compleanni giudicandola un’usanza pagana”. — Schwäbische Zeitung (supplemento Zeit und Welt) del 3-4 aprile 1981, p. 4.
“I greci credevano che ognuno avesse uno spirito protettore o dèmone che era presente alla sua nascita e vigilava su di lui durante la sua vita. Questo spirito aveva una relazione mistica con il dio nel cui compleanno la persona era nata. Anche i romani accettavano questa idea. . . . Questa nozione è stata tramandata nel pensiero religioso dell’uomo e si ritrova nell’angelo custode, nella fata buona e nel santo patrono. . . . L’usanza delle candeline accese sulla torta ebbe origine dai greci. . . . Venivano messe sugli altari dei templi di questa dea [Artemide] torte al miele tonde come la luna e con candeline accese. . . . Nella credenza popolare, le candeline sono dotate di uno speciale potere magico per esaudire i desideri. . . . Le candeline accese e i fuochi sacrificali hanno avuto uno speciale significato mistico sin da quando l’uomo ha eretto i primi altari ai suoi dèi. Le candeline della torta di compleanno sono pertanto un omaggio e un tributo al bambino che compie gli anni e portano fortuna. . . . I saluti e gli auguri di buon compleanno sono una parte essenziale di questa festa. . . . L’idea trae le sue origini dalla magia. . . . Gli auguri di buon compleanno possono esercitare un’influenza buona o cattiva perché quel giorno si è più vicini al mondo degli spiriti”. — The Lore of Birthdays, di Ralph e Adelin Linton, New York, 1952, pp. 8, 18-20.

Tradizioni occidentali

Nelle nazioni anglofone è tipico cantare Happy Birthday to You, in italiano Tanti auguri a te (per i bambini, ma anche per gli adulti) oppure Perché è un bravo ragazzo (soprattutto tra adulti).

Canzoni italiane

Le canzoni recitano:

« Tanti auguri a te,
tanti auguri a te,
tanti auguri a (nome del festeggiato),
tanti auguri a te! »
(versione italiana di "For He's a Jolly Good Fellow")
« Perché è un bravo ragazzo,
perché è un bravo ragazzo...
perché è un bravo ragazzo...
nessuno lo può negar! »

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