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giovedì 23 giugno 2011

La Fabbrica Della Conoscenza

  

Monteroni d'Arbia (SI), Italia



tavola 3



Il paesaggio, misura e materia


tavola1



Il paesaggio toscano e in particolare quello lungo la Cassia, in realtà identificata con la via Francigena, antico asse di collegamento fra Roma e Canterbury, offre allo spettatore spunti di grande riflessione su “misura” e “ordine” che sono alla base del concetto classico di bello. I Greci consideravano la bellezza quale attributo del mondo visibile, la loro teoria della bellezza era influenzata dalla musica, più che dalle arti figurative, per ciò la bellezza è una questione di proporzioni, di misura, di numero. Fin dall’antichità rispetto all’ambiguità e al mistero della natura l’uomo cerca di controllare ciò che lo circonda, lo spazio in generale, attraverso la  Misura il Numero, la Geometria.


tavola 2


Il paesaggio si presenta alla nostra percezione e fantasia, come un oggetto estetico; appare immensa scultura o architettura del cosmo, sconfinata espressione visiva di linee e contorni, incessante danza o ritmo delle forme, sterminato linguaggio poetico di segni, o spettacolo meraviglioso senza prologo o epilogo(1). Il carattere del luogo lo si ritrova nella geometria del paesaggio e la ricezione dei suoi elementi universali permette la riabilitazione della sua identità. I monumenti creano il tessuto di questa identità, la loro geometria è l’elemento di misura che ormai evidenzia la sua distanza con la città costruita attraverso il suo isolamento. E l’esempio della Grancia di More di Cuna che dall’alto del poggio su cui si stacca all’orizzonte, offre lo spunto di un’immagine “misuratrice” di tutto il territorio della Val d’Arbia, e con essa l’antico borgo di Lucignano arroccato su l’altro poggio nel versante opposto rispetto al fiume, dove si trova la Chiesa di S.Giovanni Battista, che con il suo muro di delimitazione del sagrato e il suo campanile “a vela”, ha offerto diversi riferimenti materici a questo progetto di ampliamento.




hall  d'ingresso

L’uso del cotto preponderante in quest’area, alternato al travertino che anch’esso riporta alle radici del luogo sono materiali che fanno parte del genius loci, quindi la materia è parte del paesaggio anch’essa. Il Paesaggio è fatto di materia plasmata come per una scultura; il paesaggio essendo natura trasformata in senso estetico dipende dalle FORME e dalla MATERIA e l’uomo è l’artista artefice del passaggio tra bellezza dell’arte e bellezza della natura; infatti il paesaggio è come un quadro con il punto di vista, le cromie, il disegno , la tridimensionalità e la materia è l’insieme dei “materiali” come la roccia, la terra, la sabbia…e come un quadro il paesaggio lo si contempla, come un oggetto estetico.

Pensilina d'ingresso

E come tale il paesaggio di Monteroni conserva ancora quella “ruralità” che gli appartiene in tutte le sue manifestazioni dall’architettura “storica”, i cosidetti “monumenti” come l’antico Mulino ad acqua, traccia della memoria di un mondo agrario ancora presente e la Grancia, l’antico granaio di More di Cuna, baluardo difensivo di quella comunità contadina che in passato era protagonista assoluta di quel territorio che conferma con la sua testimonianza l’identità di Monteroni come fattoria importantissima della Repubblica Senese. Il nuovo paesaggio di Monteroni, quello della parte nuova per intendersi, perde la sua identità rurale per acquistare quella di una cittadina industriale dove il rapporto tra uomo e natura muta, e si artificializza lo spazio di vita. Si ha cioè la perdita dell’identità e delle regole che governavano il rapporto tra uomo-contadino e natura. “Questo nuovo paesaggio non ha nulla a che vedere con il paesaggio vissuto come teatro dal contadino, induce cioè all’”atopia”, a un mondo indifferente ai luoghi, privato del senso sociale e del genius loci creatore di diversità e specificità. Per ritornare al proprio paesaggio e allontanarsi dal rischio di vivere nei cosiddetti “non luoghi” (2), è necessario ritornare ai ricordi, alla memoria come somma di tante storie locali, particolari insieme”. Ecco quindi il culto delle testimonianze passate, alla ricerca di certezze e di conferme sulla propria identità.



Corridoio primo piano


Prospettiva a volo d'uccello


La corte



(2) Turri Eugenio “Il paesaggio come teatro. Dal territorio vissuto al territorio rappresentato” Ed. Biblioteca Marsilio






Il Progetto di ampliamento

Pensilina d'ingresso



La scuola progettata per il polo scolastico di Monteroni d’Arbia, tiene conto degli aspetti di identità, di misura, e di ordine, per quanto attiene la scelta dei materiali e la proporzione degli spazi, attraverso un impianto che segue l’andamento ordinatore della scuola esistente e il limite dell’area di sedime. Elementi geometrici di misura sono i “camini d’aria” che assolvono al duplice compito di ricambiare l’aria secondo un sistema di climatizzazione cosiddetta “ibrida”, ma anche di costituire un segno ordinatore e misuratore del paesaggio, cosi come le ciminiere delle fabbriche in un ambiente urbano. La scuola quindi come fabbrica e luogo di formazione al lavoro del futuro, perciò la scelta di questo involucro semplice regolare, che subisce solo in testata lo strappo di uno spostamento, dovuto quasi alla forza di gravità, provocato dal corpo di una pensilina. che segna l’accesso principale. Questa si estende verso la parte est del polo scolastico, verso la piazzetta della Vittoria, ad indicare l’ingresso al nuovo corpo della scuola oltre che a garantire l’accesso alla scuola attraverso un sistema coperto.

Prospettiva
La scelta di posizionare il corpo in ampliamento nell’area fra la palestra e il confine ad est del lotto, parte da una scelta legittimata dal miglior orientamento che si poteva ottenere in quest’area, tolti ovviamente gli spazi già occupati dalla struttura esistente. Viene inoltre scelta una buona esposizione solare durante l’anno, poiché le aule sono esposte sia sul lato est che su quello ovest dell’edificio.  La mensa sia dell’elementare che della media, l’aula magna e la piccola palestra dell’elementare, vengono disposte in adiacenza del corridoio esistente così da garantire la richiesta indicata nel Documento Preliminare alla Progettazione di spazi condivisi fra la scuola elementare esistente e la nuova scuola media. Il corpo del nuovo ampliamento si “attacca” alla scuola esistente lungo il corridoio che porta all’ingresso della elementare. Da qui si accede direttamente ai locali della palestra che si situa al posto della mensa attuale con la possibilità di accedere ai locali di servizio e agli spogliatoi esistenti, ha una superficie di 155mq secondo le indicazioni del DPP. Attigua alla palestra abbiamo sistemato l’Aula Magna con superficie di 180mq, che prospetta su di un patio attraverso una grande finestra; sarà collegata sia alla scuola elementare , attraverso il corridoio esistente, sia all’ampliamento attraverso un corridoio che collegherà anche la palestra grande, alla scuola media.
Proseguendo avanti nel corridoio si trovano le due mense una relativa alla media, l’altra relativa all’elementare. Le due mense sono state dimensionate secondo un parametro pari a circa 1,02 mq ad alunno anziché 0,7 mq ad alunno, poiché il dato dimensionale indicato dal D.M. 18/1/1975  risulta ampiamente insufficiente nella realtà, a garantire una valida disposizione dei tavoli e delle sedie sopratutto per ragazzi delle medie. Le due mense rispettivamente per le medie di mq 306 e per le elementari di mq 261, hanno in comune la cucina intesa come spazio per lo smistamento del cibo, e struttura scaldavivande situata a cavallo delle due mense. Il corpo delle aule della didattica e  delle attività specialistiche che è a due livelli, si innesta ortogonalmente rispetto al corpo delle mense e aula magna, che è ad un piano. In questo corpo che si sviluppa per una superficie lorda pari a mq  2186, si trovano le aule cosiddette specialistiche a piano terra, tra cui , 5 aule speciali per un totale di mq 230, 1 aula musicale per un totale di mq 45,60, 3 aule minori per un totale di mq 90.


Come richiesto dal DPP, le aule per attività speciali sono state messe in diretto contatto con l’esterno, infatti attraverso le ampie finestrature (sono state utilizzate solo portefinestre), si mette facilmente in collegamento l’interno con l’esterno, in modo che le attività possono essere svolte anche all’aperto, cioè sia sulla “piazza” interna, che nello spazio retrostante “a verde”; il patio che prevediamo, è pavimentato con materiale lapideo e/o blocchetti in cls, con una gradinata perimetrale che delimita il perimetro della nuova scuola e che permette così l’utilizzo come seduta per gli studenti nella pausa dell’intervallo. La presidenza e l’ufficio si trovano presso l’atrio d’ingresso, che sarà caratterizzato da un doppio volume con l’elemento di una “ciminiera”, un grande camino in mattoni che diviene l’oggetto simbolo del progetto cioè della scuola come “Fabbrica della Conoscenza”, oltre a svolgere una funzione di ricambio d’aria nel periodo estivo.




                                                                 corridoio piano terra


Il solaio al piano primo ha una serie di “bucature”, che corrispondono a spartizioni geometriche tra le aule. Da qui filtra la luce dei lucernari, verso il corridoio al piano terra, conferendogli una illuminazione naturale che altrimenti non sarebbe stata possibile,  mentre al piano primo si prevedono dei lucernari che si sviluppano in senso trasversale, aperti ovviamente a nord, conferiscono alle aule e al corridoio, una illuminazione zenitale, e quindi una luce indiretta diffusa attraverso l’intradosso dello shed, tinteggiato di bianco, che quindi rifletterà la luce dentro le aule. Questo accorgimento ci permetterà di ottimizzare l’uso della luce, soprattutto d’inverno, che è poi il periodo di maggior utilizzazione della scuola per consentire, anche un maggior confort visivo agli alunni e risparmiando anche in termini energetici.
Lo shed riconduce al tema della fabbrica che è l’immagine a cui si ispira il progetto. Una buona illuminazione naturale ovviamente implementata da quella artificiale, fra l’altro, costituiscono una condizione fondamentale all’interno dei locali della scuola come viene specificato anche dal DM del 1975. Nella copertura del piano terra destinato a mensa e ad aula magna, nel prolungamento del corpo delle aule normali, corrisponde una loggia coperta di circa mq 336, al cui interno è collocata l’unità di funzionamento per l’impianto di ventilazione ibrido, il serbatoio dell’acqua calda, e la pompa di calore. Inoltre la loggia potrà servire per permettere agli alunni di sostare all’aperto durante le pause dell’attività, nelle giornate piovose oppure durante il periodo estivo, senza cioè dover rinunciare a stare all’aperto. Dentro questa altana è collocata la seconda “ciminiera” che funziona insieme all’altra, situata in corrispondenza dell’atrio, come sistema di ventilazione primaria estiva, garantendo attraverso un sistema di ventilatori alimentati tramite pannello fotovoltaico, l’estrazione di aria calda.

 

hall
 




tavola 3




tavola1




Prospettiva a volo d'uccello

 
Pubblicato da

Pubblicato il
04 Luglio 2007

Progetto partecipante

Capogruppo

Progettista
Collaboratori

Altri Collaboratori
Benedetta Matteini,Giulia Casimirri, Mario Usai, Diego Rossi

Gruppo di progettazione
Letizia Nieri,Angelo Ruocco
Consulente

Altri consulenti
Filippo Boretti,Fabio Sciurpi,Cristina Carletti

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