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domenica 15 luglio 2018

Ruocco e di Ruocco a Santa Maria la Carità





Santa Maria la Carità

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È posizionato nella piana stabiese-vesuviana, al confine con l'Agro Nocerino-Sarnese. Confina con i comuni di Castellammare di Stabia, Gragnano, Pompei, Sant'Antonio Abate e Scafati.

La sua struttura urbana è a raggiera e parte da Piazza Borrelli. Il nome è ispirato e riflette il culto della Santa patrona: Santa Maria delle Grazie; l'aggiunta "la Carità" è probabilmente una designazione locale e per superare casi di omonimia con altre località.

Storia

Le prime notizie sulla città risalgono al 900 a.C. allorquando le genti Osche cominciarono ad insediarsi sul territorio. Si trattava comunque di insediamenti rurali che sorgevano in un'area di intenso traffico commerciale. Dall'insediamento dei Sanniti (500 a.C.) all'eruzione del Vesuvio (79 d.C.), si susseguirono tutta una serie di cruente guerre e sanguinose battaglie nelle quali eserciti di diverse origini, scorrazzando nelle pianure del Sarno, razziavano le campagne alla ricerca di approvvigionamenti alimentari. Successivamente, nel 574 d.C., i Longobardi invasero il sud Italia arrivando nella piana del Sarno. Dopo secoli di relativa pace, sul finire del primo millennio (950 d.C.), i Longobardi cominciarono a edificare sul territorio torri militari di avvistamento per difendersi dalla minaccia apportata dai Saraceni, che invano avevano tentato di raggiungere Amalfi da Gragnano. Proprio una di queste torri, secoli e secoli dopo, diverrà il campanile della Chiesa di Santa Maria la Carità.
La tradizione vuole che l'antica strada di collegamento tra il Sarno e i Monti Lattari passasse sotto la torre-campanile in prosecuzione con l'attuale via Pioppelle. D'altro canto le grandi aperture alla base del campanile, tuttora esistenti, avrebbero proprio questo scopo funzionale.
Una data storica importante è il 1318, quando re Roberto d'Angiò delimita il Feudo di Cancelleria stabilendo come termine di confine la Chiesa di Santa Maria la Carità. Dal 1450 circa fino alla fine del XIX secolo si susseguirono numerosissimi tentativi di bonificare quei territori a tratti paludosi che causavano numerose morti per malaria. Ma solo nel 1855 Ferdinando II di Borbone istituirà l'Amministrazione delle Bonificazioni. Ultimo focolaio bellicoso, prima delle grandi guerre mondiali, avviene nel 1860 allorquando numerosi sammaritani antigaribaldini, dopo violenti scontri, si diedero al brigantaggio non potendo far valere diversamente la propria fedeltà ai sovrani borbonici.
Le ultime date degne di nota appartengono tutte al ventesimo secolo. Nel 1950 nascono le prime proposte di legge per istituire il Comune autonomo di Santa Maria la Carità, ma si dovette attendere fino al 1978 per ottenere la totale autonomia dal comune di Gragnano.

Monumenti e luoghi d'interesse

  • Ville di epoca romana:
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Scavi archeologici di Stabia.
Nel territorio sammaritano sono state ritrovate diverse ville di epoca romana, che risalgono al I secolo a.C. In alcune di esse si può notare che conservano ancora una cella vinaria, una frumentaria, una olearia e una fructuaria.
  • Chiesa di Santa Maria la Carità. Pur risalendo probabilmente XVII secolo, è stata oggetto di continue trasformazioni, tra le quali la più radicale fu senz'altro quella del 1935, anno indicato anche nell'iscrizione collocata nel prospetto. La facciata, di linee classicheggianti, è costituita da un corpo centrale dove l'ordine gigante delle colonne con capitelli compositi, impostate su un alto basamento, inquadra sia il portale architraviato con timpano sia il finestrone superiore.
  • Chiesa di Santa Maria del Carmine. Edificata nel 1825.
  • Chiesa della Madonna delle Grazie. Rimasta, purtroppo, in uno stato di evidente degrado che ne compromette la staticità. L'edificio mostra sul prospetto tratti ancora visibili di lesene che inquadrano un portale lapideo, mentre l'interno ad unica navata è ritmato da paraste e cornici che emergono sulla tradizionale muratura in conci di tufo.

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