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giovedì 31 marzo 2011

Ettore Ruocco - Medaglia d'oro al valor militare.


     Ettore Ruocco (Napoli, 1920Cairo Montenotte, 16 aprile 1944) è stato un militare e partigiano italiano, Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria.

Biografia


     Il padre era un ufficiale anche lui decorato. Ettore si iscrive al primo anno di ingegneria a Torino, ma cambia idea e si arruola seguendo il corso ufficiali, viene nominato sottotenente, proprio nei giorni dell'armistizio. Si dirige nella valle del Lanzo dove inizia a raggruppare militari sbandati; la banda così formata si impegna in attacchi contro le forze nazifasciste, viene ferito e rientra a Torino per curarsi e qui ha modo di conoscere un'organizzazione di ufficiali, costituita dal generale Raffaello Operti.

     Non contento dell'attendismo dimostrato dal generale, decide di andare in Val Casotto, dove opera il 1º Gruppo Divisioni Alpine al comando di Enrico Martini "Mauri", qui gli viene dato il comando di una squadra successivamente denominata "Squadra di ferro".

     Nel marzo 1944, durante un rastrellamento nazifascista la sua squadra tiene testa per tre giorni all'avanzata del nemico, sfugge all'accerchiamento, ma si rende conto della mancanza del fratello il quale nel frattempo lo aveva raggiunto in montagna e cade in mano ai nazisti. Viene rinchiuso in carcere e per un mese, pur sottoposto a tortura, riesce a non tradire e addirittura non rivela il suo nome. Sul muro della cella scrive parafrasando Dante: « Perdete ogni speranza o voi che entrate .... - Fede: Fonte di luce che ci guida nel torrente turbinoso e tragico del mondo. Mamma, sei la cosa più cara al mondo. »

    Viene fucilato assieme a Domenico Quaranta, Innocenzo Contini, Pietro Augusto Dacomo, anche loro decorati con medaglia d'oro al valor militare.

 

 

 


Onorificenze




«Ufficiale generoso e pieno di ardimento fu tra i primi organizzatori del movimento partigiano del Piemonte. Ferito in combattimento, ritornava, appena guarito, fra i suoi partigiani. Attaccato da preponderanti forze tedesche si batteva eroicamente in tre giornate di duri combattimenti. Catturato, sopportava con stoica fermezza un mese dì patimenti e di torture senza mai svelare nulla, neppure il proprio nome per non compromettere i famigliari. Cadeva sotto il piombo nemico gridando: «Abbasso i tedeschi, Viva l’Italia»
— Cairo Montenotte, 16 aprile 1944.

 

 

Note

INSMLI - visto 19 dicembre 2008

Quirinale - Scheda - visto 19 dicembre 2008


Collegamenti esterni


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