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Avverbi, Diverbi e sentimenti...

lunedì 26 aprile 2021

A Ruocco Aniello dell'Ass. Chianiello

 

Chi siamo

I MoscardiniAlbo D'onore
01 ABAGNALE NATALE
02 ACANFORA LUIGI
03 ACANFORA SALVATORE
04 ALFANO VINCENZO
05 ALVINO ANTONIO
06 AMBROSIO MICHELE
07 AMENDOLA LUIGI
08 AMORE ANTONIO
09 ANNARUMMA GERARDO
10 ANNARUMMA PASQUALE
11 ATTIANESE LUIGI
12 ATTIANESE SALVATORE
13 AVOSSO MARIO
14 BOVE GIUSEPPE
15 CACCHIONE GIACOMO
16 CAMPIDOGLIO SALVATORE
17 CARLUCCI GIUSEPPE
18 CAVALIERE ELENA
19 CAVALLARO PLACIDO
20 COPPOLA RAFFAELE
21 CRISTINZIANO TERESA
22 CUCCURULLO GIOVANNI
23 D'AMBROSIO DONATO
24 D'AMBROSIO GIUSEPPE
25 D'ANTONIO LORENZO
26 D'ANTONIO MODESTINO
27 D'ANTONIO VINCENZO
28 D'ANTUONO EDUARDO
29 DEL FORNO FLAVIO
30 DE MARTINO ANIELLO
31 DESIDERIO GIOVANNA
32 DESIDERIO MARIA VIRGINIA
33 DE STEFANO GERARDO GIOVANNI
34 DE VIVO CATELLO
35 DE VIVO DARIO
36 DE VIVO SALVATORE
37 ELEFANTE ALFONSO
38 ESPOSITO GIOVANNI
39 ESPOSITO IMMACOLATA
40 FALANGA FRANCESCO
41 FERRARA ADELAIDE
42 FIDUCIOSO RAFFAELE
43 FIORELLI GIOVANNI
44 FURCI MADDALENA
45 GALASSO LUCIA
46 GALLO CARLO
47 GALOTTO MICHELE
48 GRECO MARIA ROSARIA
49 IACCARINO GIUSEPPINA
50 IOVANE GUGLIELMO
51 LONGOBARDI LUIGI
52 MAINARDI MICHELE
53 MALESCIA ELVIRA
54 MANZO ANTONIO
55 MARCHINO LUIGI
56 MARRAZZO ADELE
57 MAURI ANNA MARIA
58 MORELLI SILVANO
59 NASTI FRANCESCO
60 ORLANDO CONCETTA
61 PAGANO ANNA MARIA
62 PALUMBO GIUSEPPE
63 PAOLILLO GIOVANNI
64 PAPA CLAUDIO
65 PEPE ARTURO
66 PETAGNA SALVATORE
67 ROSSO GERARDO
68 RAIOLA MICHELE
69 RUOCCO ANIELLO
70 RUSSO ANGELO
71 SAVINO GIOVANNI
72 SCARPATO GERARDO
73 SCARPATO MARIA
74 SENATORE VINCENZO
75 SESSA BALDASSARRE
76 SICIGNANO RAFFAELE
77 SMALDONE PASQUALE
78 SORRENTINO LUIGI
79 STILE CARMINE
80 STILE CIRO
81 TESTA GIOVANNI
82 TODISCO FRANCESCO
83 VERDOLIVA VINCEWNZO
84 ZAMPAGLIONE FRANCESCA
Onofrio DI GENNARO - Presidente Onorario
Padre Antonio FORTE- Vescovo Emerito
Don Franco ALFANO- Arcivescovo
Enzo DI GIRONIMO -Presidente CAI Napoli
Giulio TARRO- Scienziato, Virologo
Arnaud CLAVEL- Guida alpina Courmayeur
Pasquale Mauri - Sindaco di Angri
Gennaro D'ANDREA – Primario Medico
Francesco DI MARCO –Primario Medico
Don Pasquale SOMMA – Sacerdote
Pasquale DE ROSA - Presidente Ciclo Club
Marisa SCANDONE - CAI Napoli
Marianna D’ARIENZO - CAI Napoli
Don Catello MALAFRONTE - Rettore Santuario San Michele del Faito
Luigi CAVALIERE - Guida degli Alburni e del Cervati
Giuseppe PASTORE - Botanico
Linda SMALDONE- Biologa
OCALAN - Re del Cerreto
PISTONE - Guida dei Monti Lattari
Sergio SCISCIOT - Scrittore















LA NOSTRA STORIA 1985 – 1996

Nell’aprile del 1985, raccogliendo l’invito del prof. Gaetano Marra, si costituì il ‘Comitato Pro Chianiello’ con lo scopo di valorizzare e proteggere la proprietà montana del Comune di Angri.
Parteciparono all’iniziativa, promossa dalla Giunta e dal Consiglio Comunale, diverse associazioni e tantissimi cittadini angresi di buona volontà. A quei tempi la montagna era frequentata da pochi e per necessità: boscaioli, cercatori di funghi e tra loro qualche cacciatore. C’erano per i sentieri un incessante via vai di muli che da Lettere a Corbara assicuravano il trasporto a valle di legna e carbone. Le mulattiere che percorrevano raggiungevano i luoghi più nascosti e impervi dei fianchi e dei crinali di questa parte dei Monti Lattari., e il sentiero che raggiungeva il Chianiello collegava la valle con questi sentieri. Ma il sentiero del Chianiello era impraticabile, una fitta foresta di spine ed erbacce tanto che neanche i raggi del sole riuscivano a raggiungere le pietre che lo segnavano.
E allora avvenne che tagliammo, strappammo, bruciammo fino a riavere il sentiero.
Sul Chianiello v’erano e ci sono i resti della ‘Casa del Guardiano’ con i resti dell’orto e di un frutteto, ceppi di vitigno di antico vino e un nocelleto, due cisterne per la raccolta di acqua piovana e un prato, largo e luminoso di verde e di giallo per le ginestre.
Con il MASCI di Antonio Provenza e con i due gruppi scout di Don Luigi La Mura, Nicola Buonocore e Plinio, con il Circolo Cacciatori del compianto prof. Alberico Sellitto e con Carlo Gallo, i ciclisti di Pasquale De Rosa fu deciso di ricostruire la casa diroccata per farne un rifugio e sede di iniziative per la valorizzazione della montagna di Angri, il Cerreto.
Cominciammo con la proposta di risistemazione idrogeologica del sentiero che fu approvata e finanziata dall’Amministrazione Comunale. Una squadra di volontari, guidata da Mastu Ciccio, armata di picconi, badili e zappe riuscirono in poco tempo ad incanalare le acque negli alvei naturali, sistemarono i muretti e i 200 gradini di pietra del sentiero.
Intanto, prendevano sostanza i progetti per la ricostruzione, si era nella primavera del 1990.
Improvvisamente tutto finì, si diradarono le riunioni sempre meno frequentate e per quasi cinque anni subentrò uno stato di letargo, ma la voglia e la volontà di fare in qualcuno rimase.
Nel 1995, si era a maggio, all’indomani delle elezioni amministrative, dopo un brutto periodo di ombre e di poca luce, si rividero in piazza quelli della prima ora: Modestino, Plinio, Carlo e Don Luigi.
Vennero Eduardo, Vincenzo, Raffele, Mast’Antonio, appassionati e sanguigni ‘montagnari’, venne Guglielmo Iovane, poi Masto Gerardo, Enrico, Gigino e Salvatore Attianese, si aggiunsero da Bagni Salvatore e Pierino, da Corbara scese Aniello, e ancora Catellino, Peppino, dettero una mano Vincenzo ‘La Fontaine’, Peppe Pistone e come una folgore Alfonso Tedesco, che poi sarebbe diventato ‘Ocalan’ re del Cerreto. Si ricostituì il ‘Comitato Pro Chianiello’ e nacque l’Associazione ‘Amici della Montagna’, responsabili rispettivamente Willy e Vincenzo.
A dicembre di quell’anno riprendemmo a salire e a darci da fare per i sentieri: i primi colpi di badile li diedero Umberto Postiglione, sindaco di Angri, Alessandro D’Antonio, assessore provinciale e Michele Grimaldi, assessore all’ambiente del Comune di Angri, con la benedizione di Don Luigi La Mura, parroco del Chianiello. E per questa prima, preparammo un palinsesto che era anche un impegno:
a. realizzazione condotta dell’acqua sul Chianiello,
b. pulizia del sentiero e del pianoro,
c. area attrezzata con tavoli e barbecue nel bosco di castagni vicino ai ruderi della ‘Casa del Guardiano’.
d. segnaletica dei sentieri.
L’Amministrazione ci fornì il materiale e gli attrezzi necessari e noi mantenemmo l’impegno.
Gli amici della Montagna e del Comitato, assieme ai ragazzi dei due gruppi scout, dedicarono i pomeriggi del sabato e le mattinate domenicali a lavorare: scavammo, interrammo tubi, pulimmo, sistemammo una pompa di sollevamento, un serbatoio.
E avvenne il miracolo dell’acqua: la mattina di giovedì 12 di maggio del ’96, era una giornata grigia e nuvolosa, brindammo con la prima acqua dalla fontanina, per l’occasione portammo bicchieri di cristallo e i tintinnii erano scoppi di cuori che si felicitavano, mentre per l’occasione una coppia di falchi era scesa dalle rocce del Cerreto per festeggiare con noi.
Da quel giorno, con qualche interruzione per i continui atti di vandalismo, i ‘ viaggiatori di montagna’ e gli animali del Chianiello riempiono borracce e si dissetano. Tagliammo l’erba, ‘scippammo’ rovi ed arbusti, liberammo il vicino bosco di castagni e il nocelleto da piante infestanti, curammo le ginestre, costruimmo una staccionata e portammo su quattro tavoli, Plinio, direttore e capocantiere, si inventò un barbecue. Ritornò la speranza e la luce sul Chianiello, come ritornarono a salire famiglie, bambini, mentre nei Moscardini si rafforzò, invece, la determinazione e la volontà di fare.
A dicembre i Moscardini aprirono nuovi sentieri e installarono i segnali che indicavano direzione, quote e tempi di percorrenza. Furono scelti percorsi panoramici che portavano a luoghi storici della nostra montagna, questi si innestavano come rami sul sentiero principale che porta su fino alla vetta del Cerreto (1316 mt):
sentiero n. 1          ‘Vetta del Cerreto’ – 1316 mt
sentiero n. 2          ‘Riviera dei Fiori – Castello di Lettere
sentiero n. 3          ‘La via degli aranci’ -Corbara’
sentiero n. 4          ‘Le colline di Lettere’ – Orsano
sentiero n. 5          ‘Casa Rossa’ e ‘Sala di Corbara’

E LA STORIA CONTINUA...


A febbraio del 1997 gli “Amici della Montagna” adottano il “Moscardino”, piccolo roditore che abita i boschi e le nocelle del Chianiello, come simbolo dell’Associazione e prendono anche a chiamarsi ”Moscardini”. Salvatore Attianese viene ufficialmente riconosciuto come prima-guida dei Moscardini e gli viene consegnato il diploma di “Guida Appenninica” e d’allora tutti lo chiamano “Cappit” (acronimo di Club Appenninico Italiano).
A settembre del 1997 Modestino, Eduardo e Vincenzo, a Courmayeur fanno conoscenza con Arnaud Clavel, giovane guida alpina; iniziòaun’amicizia forte e sincera che si consolida negli anni con scambi di visita e organizzazione di trekking alpini e sui Monti Lattari.
Il Consiglio Comunale di Angri approva e finanzia il progetto, elaborato dai Moscardini, di ristrutturazione della “Casa del Guardiano”.
Intanto, si continua a perlustrare il versante Nord del Cerreto, scoprendo ed aprendo nuovi sentieri, tentando avventure sempre più impegnative come le traversate dei Lattari che dalla valle del Sarno arrivano sulle spiagge della Costa d’Amalfi.
Nel 1998 inizia la frequentazione e la conoscenza di sentieri e di montagne fuori regione con il Parco Nazionale del Pollino con l’ascesa del Monte Pollino innevato. Nel mese di ottobre del ‘98 viene collocata nella Grotta del Caprile (782 mt) una statua della Madonna, offerta da Plinio; sale con numerosi Moscardini anche Don Luigi che durante la celebrazione della Messa intitola la Grotta a Santa Maria della Speranza.
Da questa prima volta, ogni anno si ripeterà il terzo sabato di ottobre il pellegrinaggio votivo dei Moscardini ala Madonnina della Grotta.
Un targa in legno viene deposta sotto la statua che ricorda l’avvenimento.
A dicembre i Moscardini intraprendono il sentiero della conoscenza e della divulgazione pubblica delle belle storie di Montagne, degli uomini che hanno scritto pagine memorabili tra le montagne del mondo, della necessità della tutela e della salvaguardia degli ambienti montani, per questo organizzarono un incontro con Arnaud Clavel (Dal Monte Bianco al K2), poi fu la volta a Marzo del ‘99 del Gesche-la Sonam Jangchub, lama buddista (Giornata per la pace e la libertà del Tibet).
A luglio esce il primo numero del notiziario associativo “La Foglia”, mentre alla fine di agosto Eduardo, Vincenzo e Bruno sfiorarono la cima del Monte Bianco. L’impegno dei Moscardini per la Montagna si concretizza con la “I Settimana dell’Ambiente e della Montagna”, manifestazione organizzata nel mese di Dicembre con una mostra di fotografie, filmati, conferenze, manifestazione che sarà ripetuta ogni anno.
Per l’occasione viene anche istituito il riconoscimento annuale de “L’uomo del Chianiello”, il primo ad essere insignito è Plinio Tedesco, vicepresidente e decano dei Moscardini. Nel gennaio del 2000 nasce l’Associazione “il Chianiello” con statuto ed atto notarile che poi diventa ONLUS. Ocalan è diventato una leggenda del Cerreto, anzi il re del Cerreto, e costruisce il tempio di Buddha sulla vetta del Cerreto, viene scritta la “Storia di Ocalan: la stirpe reale”.
Il 27 gennaio del 2000 nasce l’Associazione “Il Chianiello”, con l’iscrizione nell’albo delle ONLUS, con la partecipazione di 33 soci promotori, viene eletto Presidente Modestino D’Antonio, Plinio Tedesco è il Vice Presidente e Catello De Vivo è il cassiere.
L’associazione si dota di uno statuto di 14 articoli che ne disciplina organizzazione ed attività. L’articolo 2 dello statuto sintetizza lo spirito e le finalità dell’associazione:
“L’associazione non ha fini di lucro. Essa intende perseguire esclusivamente finalità di solidarietà sociale. Scopo dell’associazione è lo svolgimento di attività di tutela e salvaguardia della natura e dell’ambiente mediante la collaborazione con tutti gli Enti Pubblici e privati...l’associazione promuove la conoscenza e lo studio delle montagne, attività didattiche rivolte particolarmente ai giovani, organizza conferenze, dibattiti, mostre, provvede a costruire e mantenere in efficienza rifugi, sentieri, bivacchi fissi ed altre opere montane.
E subito viene la firma di un protocollo d’intesa con le Scuole Medie di Angri .
Da quest’anno cominciano i soggiorni estivi dei Moscardini  con i familiari sulle Alpi; in agosto si comincia con Courmayeur con le valli, i sentieri e i rifugi del Monte Bianco e del Gran Paradiso.
 Intanto, si sta preparando la spedizione al campo base dell’Everest di sette Moscardini prevista per il prossimo maggio. Il 23 di Dicembre si ritorna a San Nicola di Minori per festeggiare il Natale con il Bambino di Baldassarre e il presepe di Salvatore: ritorneremo ogni anno, come ritorniamo il terzo sabato di gennaio per togliere il Bambino dalla Grotta.
Ritorna ad Angri Arnaud Clavel per una serie di conferenze per le scuole di Angri e Scafati. Il 13 maggio partono i sette Moscardini per Kathmandu da dove raggiungeranno il campo base del versante settentrionale dell’Everest, a Rongbuck nel Tibet., a 5250 mt. Portano una lapide di marmo in memoria di George Mallory ed Andrew  Irvine, scomparsi in prossimità della cima dell’Everest, nel mese di giugno del 1924.
Il 16 luglio si organizza la traversata dei Monti Lattari da Cava a Punta Campanella lungo il sentiero “00”: Ocalan, Marziano e Bruno compiono il percorso in 22 h 45’ stabilendo un record formidabile. In agosto si ritorna a Courmayeur sui sentieri della Valle.
Ad ottobre, domenica 7, tutti i Moscardini e famiglie sono a Piazza San Pietro a Roma per la beatificazione del nostro concittadino Alfonso Maria Fusco, fondatore della congregazione delle Suore di san Giovanni Battista.
L’11 di novembre inizia il gemellaggio con gli amici del CAI di Napoli, guidati dal prof. Onofrio Di Gennaro, che poi diventerà il Presidente Onorario dell’Associazione. Le escursioni della domenica si infittiscono, sono battuti tutti i più importanti sentieri dei Lattari, soprattutto si succedono le frequentazioni e gli arrivi sulla cima del Cerreto (1316 mt), meta privilegiata per l’eccezionalità del percorso e per i panorami straordinari soprattutto quando il Cerreto è imbiancato. Si va fuori regione; 19 Moscardini il 7 luglio del 2002 raggiungono la vetta del Gran Sasso d’Italia, guidati da Onofrio Di Gennaro, poi sulla Meta, sul Monte Porrara e sulla Maiella, sulla Cima del Redentore e all’Eremo di San Leonardo di Padre Pietro nei monti Sibillini. In Campania si scala il Cervati, il Cervialto, il Terminio, l’Accellica, si sale a Pizzo San Michele, al Monte Mai, si va per gli eremi e le grotte di San Michele di Padula, Olevano e Montenero di Campagna. Si va alla scoperta dei Monti della Duchessa. Ocalan inaugura la reggia sul Cerreto e festeggia nel mese di maggio la ricorrenza dell’Illuminazione di Buddha, invitando Moscardini e forestieri.
Nell’agosto del 2003 54 Moscardini sono in valle Aurina e salgono sulla Vetta d’Italia, il Passo dei Tauri e Monte Fumo; ritorneranno in questa estrema valle anche nel 2004, conquistando altre vette e visitando le Dolomiti.
Da ottobre del 2003 inizia una fitta corrispondenza con le autorità religiose di Monte Athos per i permessi di visita per otto Moscardini.
Si conoscono e si visitano con frequenza i luoghi dello spirito dei Lattari; il Santuario dell’Avvocata, il convento di san Nicola, il convento di san Domenico, Santa Maria dei Monti, S. Francesco a Cospira, Santa Maria dei Fondi, San Michele di Faito. I Moscardini si allungano sul versante sorrentino dei Lattari: Monte Comune, il sentiero di Torca, Punta Campanella, Montepertuso, S. Maria del Castello, per arrivare sulle spiagge di Recommone e del Cantone. Si va nel Cilento, nel Parco Nazionale, per gli Alburni, a Sassano per la festa delle orchidee, il periplo di Punta Licosa. Si va persino ad Ischia e poi a Capri, per salire sull’Epomeo e a Monte Solaro.
A settembre del 2004, sei Moscardini con Onofrio Di Gennaro ed Enzo Di Gironimo, volano a Salonicco per andare a visitare pellegrini di fede i monasteri ortodossi dell’Athos. Onofrio e Gigino raggiungono la vetta granitica dell’Athos, 2033 mt.
Il 13 di ottobre i Moscardini piangono la tragica ed immatura scomparsa di Giovanni Del Sorbo, giovanissimo professore di patologia vegetale presso l’Università “Federico II” di Napoli, lo ricorderanno sul Cerreto dedicandogli il “Sentiero del Professore” che raggiunge il Cerreto dalla Vena Lucinale.
Nel 2005 i Moscardini compiono il loro capolavoro, vanno sul sentiero di San Giacomo, “Il Cammino di Santiago di Compostela”. Sono in venti, fanno, per ragioni di tempo, soltanto gli ultimi 120 Km da Sartia a Santiago nella Galizia.
In agosto si spostano nelle Alpi Giulie e vanno a Kranjska Gora dove impattano sulla piramide granitica del Triglav., mentre trovano gloria, al ritorno, sul ventoso Monte Velino.
Finalmente si sono conclusi i lavori di ristrutturazione della “Casa del Guardiano” sul Chianiello, venti anni di sospiri, di fatiche, ma la volontà e la determinazione dei Moscardini è stata più forte e sono riusciti a concretizzare il sogno partito venti anni prima.
La “Casa-rifugio” porta il nome di Alberico Sellitto e di Gaetano Marra, educatori e appassionati cultori della natura e delle tradizioni delle nostre genti.
L’impegno continua con la gestione del rifugio per la salvaguardia, la tutela e la valorizzazione delle nostre montagne, convinti di lasciare a quelle che verranno dopo di noi un ambiente ancora incontaminato e da vivere.

  

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