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mercoledì 4 gennaio 2012

Ruocco a Ciriè






Credevo ci fossero più Ruocco di quelli che ho rintracciati. 
I ricordi a volte fanno brutti scherzi, ma manco dal Piemonte dal 29 giugno del 1973.
Intanto un saluto e un augurio a tutti gli abitanti di Ciriè e a quelli che hanno il mio stesso cognome
che mi hanno indotto a fare questo viaggio a ritroso.
















Cirié (Siriè o Ciriè in piemontese) è un comune italiano di 18.832 abitanti della provincia di Torino.


Geografia 

Il comune, distante 21 chilometri dal capoluogo, è situato presso lo sbocco delle valli di Corio e diLanzo, in prossimità di un altopiano chiamato Vaude, termine d'origine celtica, che significa foresta. Il territorio è bagnato dalla Stura di Lanzo, che scorre nelle vicinanze della città.


Storia 

La zona di Cirié e dell'Alto Canavese era abitata, sin dall'antichità, dai Salassi, una popolazione di origine celtica. Prima della dominazione romana il Canavese, come riferisce lo storico Polibio, era ricoperto da fitte boscaglie, con poche radure, qualche piccolo villaggio e rari sentieri che scorrevano tra la vegetazione. Nell'anno 141 a.C. i Romani, guidati dal console Appio Claudio, mossero guerra contro le tribù stanziate nelle valli dell'Orco e della Dora Baltea, con l'intento di aprirsi una via verso l'Elvezia e la Gallia transalpina. Si riteneva che l'occupazione sarebbe stata assai rapida, invece la reazione delle tribù locali fu durissima e gli invasori furono costretti, in un primo momento, alla ritirata. Per questo i Romani ritennero necessario stabilire alcuni accampamenti nella zona, per meglio organizzare l'esercito e sorvegliare le vie di comunicazione verso le valli. Vennero così allestiti accampamenti nei pressi di Ivrea, di Torino e nell'area dove sorge attualmente Cirié. Da qui era possibile sorvegliare l'accesso alle vallate di Lanzo e di Viù. L'accampamento stanziato presso l'attuale Cirié prese il nome di Castrum Cerreti, in riferimento alla grande quantità di cerri presenti nella zona. Successivamente, per brevità, venne chiamato semplicemente Cerretum. La strada maestra dell'antico accampamento era situata ove oggi si trova Via Vittorio Emanuele II, la strada principale del centro storico. Con il definitivo assoggettamento dei Salassi e con la conseguente pace, il campo cominciò a diventare un importante crocevia di scambi commerciali ed in prossimità di esso si concentra un gran numero di abitazioni, dapprima povere baracche di paglia e legno, successivamente case di pietra e mattoni. In seguito alla penetrazione della religione cristiana, si decise di assegnare all'abitato un santo protettore: venne scelto, per via della somiglianza con il precedente nome del paese, San Ciriaco di Roma, martire cristiano ucciso a Roma nel 303. La presenza romana nel territorio ciriacese è testimoniata dal ritrovamento di monete dell'età imperiale, frammenti di terrecotte e lapidi funerarie, conservate, queste ultime, nella chiesa di San Martino. Dalla caduta dell'Impero Romano e dalle prime invasioni barbariche, vi è un vuoto di informazioni che dura quasi un millennio. Sappiamo per certo che nel1229 il territorio di Ciriè viene occupato dai Marchesi del Monferrato. Nel 1296 Margherita di Savoiasposa Giovanni I, ottenendo in questo modo i diritti sulle terre di Caselle, Ciriè e Lanzo. Alla morte prematura del marito, Margherita si trasferisce nel grande castello di Ciriè, che sorgeva nella piazza che ancora oggi ne porta il nome. L'insediamento di Margherita nel castello, che avviene nel 1506, viene ricordato ancora oggi con il Palio dei Borghi, manifestazione che si svolge ogni due anni nel territorio ciriacese. Di questo castello non restano tracce, poiché andò distrutto durante l'invasione francese del1536. Pochi resti, che si riducono ad alcuni fregi, sono stati rinvenuti durante operazioni di scavo nella piazza e sono conservati, incastonati in un muro interno, nella chiesa di San martino di Liramo. Margherita di Savoia procede al restauro e all'ampliamento del castello, che diventa in breve tempo una delle residenze più importanti del territorio. Nobili da tutta Europa vi si recano in visita portando appresso guarnigioni e servitù, che non vengono alloggiati a palazzo, ma presso le residenze dei cittadini ciriacesi. In segno di ringraziamento verso la pololazione, Margherita provvede alla concessione di "patenti", importanti riconoscimenti alla popolazione. Procede all'annullamento delle tasse e all'istituzione del mercato cittadino nella giornata di venerdì, che si svolge ancora oggi. Tale mercato, che, anche grazie alla favorevole posizione di Ciriè, attira un gran numero di visitatori da tutta la zona, diventa un'importante fonte di reddito per la città.
Nel 1576 i Savoia effettuano uno scambio con i Marchesi genovesi D'Oria: la Castellania ciriacese viene ceduta in cambio di alcuni territori sulla costa ligure. Gian Gerolamo D'Oria stabilisce la sua residenza a Ciriè, inaugurando una lunga dinastia che durerà fino ai primi anni del Novecento, concludendosi con il marchese Emanuele D'Oria, che è anche il primo sindaco di Ciriè, dopo che questa, con un decreto regio del 1905, ottiene il titolo di città.

Luoghi di interesse [modifica]


Duomo di San Giovanni Battista 

Il Duomo di san Giovanni riprodotto su un cartolina degli anni Venti


Dichiarato monumento nazionale nel 1887, si trova nella centralissima piazza   San Giovanni, oggi pedonale. Bellissimo esempio di gotico piemontese, viene realizzato nel corso del XIV secolo. È affiancata da un campanile a quattro piani, la cui sommità si presenta con una guglia centrale e quattro pinnacoli posti negli angoli. All'interno della chiesa si trovano alcune opere d'arte di gran pregio, fra cui una pala ovale conosciuta come la Madonna del Popolo, attribuita alla bottega del pittore chivassese Defendente Ferrari e un bel crocefisso in legno di scuola bizantina, databile fra il XII e il XIII secolo. Sopra l'altare maggiore è posto un trittico su legno realizzato nel 1531 da Giuseppe Giovenone da Vercelli. Per esso, racconta Angelo Sismonda nelle sue Notizie storiche di Cirié, il re Carlo Alberto offrì quattromila lire per arricchire la Pinacoteca Reale, ma il comune di Cirié non accettò la proposta. All'interno di una cripta (non accesibile al pubblico) che si trova al fondo della navata di destra della chiesa, sono custodite le tombe dei Marchesi D'Oria.


Palazzo dei Marchesi D'Oria

L'edificio è realizzato sulla struttura di un precedente palazzo del Cinquecento di proprietà dell'importante ciriacese famiglia Provana. Acquistato in seguito dai marchesi D'Oria, viene modificato durante il XVII secolo, secondo lo stile delle "delizie" di caccia reali. A questo scopo, il complesso viene dotato di un ampio spazio esterno ad uso venatorio; una parte di questo viene recintato nella seconda metà del secolo XVIII. Il bel parco retrostante il palazzo era dotato anche di un laghetto. L'appartamento situato a sud del palazzo, denominato di Carlo Emanuele, è riservato ai soggiorni dei Savoia, che di tanto in tanto, nel corso di uno dei loro itinerari di caccia, dimoravano nel palazzo. È questa la parte più ricca di decorazioni, sia plastiche che pittoriche, realizzate da artisti svizzeri provenienti da Lugano, che lavorano anche presso le residenze reali. All'inizio del Novecento tutto il complesso viene acquistato dalla Famiglia Remmert, proprietaria di un importante opificio nella città. Il laghetto viene prosciugato e il parco, che si estendeva fino all'attuale Via Parco, smantellato e il terreno lottizzato e reso edificabile. Nella sua area si costruiscono, durante i primi decenni


Chiesa di San Giuseppe 

Durante la terribile peste del 1630-1631, la popolazione di Ciriè fa voto di edificare un ospedale, se riesce a superare la terribile epidemia. Nell'anno successivo, mancando i fondi necessari per l'edificazione dell'ospedale, si decide di procedere alla costruzione di una chiesa, che, terminata nel1647, viene dedicata a San Giuseppe. Tipico esempio di architettura della Controriforma, la chiesa custodisce al suo interno diverse opere di pregio, tra cui spicca una bellissima pala d'altare raffigurante la Madonna e attribuita a Defendente Ferrari. Tale opera, commissionata dai commercianti di lana ciriacesi, era precedentemente custodita nel convento agostiniano, oggi non più presente.


Chiesa di San Martino di Liramo 

È uno dei più significativi esempi di architettura romanica del territorio piemontese. Il campanile è la parte più antica del complesso, essendo stato edificato intorno all'anno 900. L'abside centrale viene invece realizzata un secolo dopo. Esterna alle mura che cingevano il borgo di Ciriè, la chiesa si trovava in corrispondenza di un antico insediamento e il suo ingresso non era rivolto verso Ciriè, ma verso il sentiero che conduceva a Nole. Venne probabilmente edificata sulle fondamenta di un antico tempio di epoca romana. Lo testimoniano le due pietre utilizzate come altari, ancora oggi presenti all'interno della Chiesa, che rivelano, con la presenza di cavità per raccogliere il sangue animale, un loro uso per la celebrazione di antichi riti pagani.

La chiesa di San Martino di Liramo in una fotografia di fine Ottocento



La Ciriè industriale 

A partire dalla fine dell'Ottocento, la città ha dimostrato una spiccata vocazione all'industria, che è andata crescendo nel corso del secolo successivo. Al suo sviluppo ha contribuito in modo determinante la presenza della ferrovia proveniente da Torino, che ha raggiunto Ciriè nel 1869. In quell'occasione viene inaugurata la stazione ferroviaria, presente ancora oggi. Nel 1876 la linea viene portata fino a Lanzo e nel1919 fino a Ceres. Nel 1921 la Torino-Ceres è una delle prime ferrovie italiane ad adottare la trazione elettrica a corrente continua ad alta tensione.
All'inizio del Novecento sono presenti a Ciriè la fabbrica di nastri e trecce Remmert & C, diverse cartiere (De Medici, Olivetti, Marietta, Borla, Melanotte), la prestigiosa fabbrica di coperte Mosconi & Cesa, che sorgeva nell'area conosciuta come il Babau, a ridosso di dove oggi è situato il quartiere del Villaggio Sant'Agostino, l'antico stabilimento di filatura della seta Craponne & Vigano; inoltre tintorie, cuoifici, coltellerie, falegnamerie. Nel 1935 viene fondata la SAIAG, Società Anonima Industria Articoli Gomma, nata dalla fusione di due aziende preesistenti: la IAC, produttrice di teli gommati per dirigibili e maschere antigas usate dall'esercito italiano durante la prima guerra mondiale e la FIRGA, specializzata nel settore della produzione di articoli rigenerati in gomma. Nel 2000 l'azienda è stata venduta e successivamente frazionata in due società: la Trelleborg e la Metzeler. Di grande importanza per lo sviluppo industriale e per la crescita dell'occupazione nell'area di Ciriè fu l'arrivo della famiglia Remmert, di origini prussiane, che insediò due importanti opifici nella zona e costruì, accanto allo stabilimento ciriacese, la bella villa di famiglia.

ex Opificio Remmert 

Attiva fino ai primi anni ottanta, l'area della vecchia Remmert, conosciuta come La Biancheria, è stata oggetto, in tempi recenti, di una vasta opera di ristrutturazione, che ha portato alla nascita del centro polivalente chiamato Ciriè 2000, che ospita, oltre a diverse attività commerciali, il tribunale, l'Ufficio Postale, il Ministero delle Finanze, la redazione dello storico settimanale Il Risveglio e la Biblioteca comunale Alvaro Corghi.

La centrale elettrica della ferrovia Torino-Ceres in una riproduzione degli anni Venti

Villa Remmert 

Edificata tra il 1902 e il 1906 in stile liberty, su progetto dell'architetto Roberto Fenoglio. La villa comprendeva, in origine, un vasto giardino all'inglese e una tenuta agricola. Nel 1988 viene acquistata dal comune e dal maggio 2006 ospita mostre di arte contemporanea gestite dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino.

L'IPCA: la Fabbrica del Cancro 

L'Industria Piemontese dei Colori di Anilina viene fondata nel 1922 dai fratelli Sereno e Alfredo Ghiotti nel territorio della frazione Borche, dove prima sorgeva una fabbrica di fiammiferi. La fabbrica è passata alla storia per una tragica vicenda di inquinamento ambientale e per i moltissimi lavoratori deceduti per cancro alla vescica. Nel 1972 due ex operai dell'IPCA, Albino Stella e Benito Franza, entrambi ammalati di tumore alla vescica, presentano denuncia contro la fabbrica. Nel 1977, al termine di un lungo e tortuoso processo, i titolari e i dirigenti dell'azienda vengono condannati per omicidio colposo. L'IPCA chiude definitivamente i battenti nel 1982. Da una ricerca condotta dall'INAIL emerge che ben 168 lavoratori dell'IPCA sono deceduti per cancro alla vescica. Nel 2005 viene realizzato il documentario Non si deve morire per vivere, del regista Daniele Gaglianone (Ancona, 1966), al quale partecipano Cinzia Franza, Daniele Stella, figli dei due operai che denunciarono l'azienda e Paolo Randi, ex lavoratore dell'IPCA, il quale racconta le terribili condizioni di lavoro a cui erano sottoposti gli operai della fabbrica.

La stampa locale 

 La sede del settimanale Il Risvegliodurante gli anni Venti

Nei primi anni del Novecento, si diffonde nel Ciriacese il fenomeno della stampa locale. I giornali vengono stampati in piccole tipografie cittadine, con cadenza settimanale e sono composti da sole quattro pagine, di cui l’ultima, solitamente, dedicata alla pubblicità. Fra i più antichi ricordiamo L’Aurora, edito già alla fine dell’Ottocento, La Stura, il cui primo numero viene stampato il 15 giugno 1901 dalla tipografia Streglio, di Ciriè. Il giornale, che ha vita piuttosto breve, confluisce più tardi ne Il Progresso del Canavese e delle Valli Stura. Dal 1904, il giornale viene stampato nella tipografia di Giovanni Capella, un ex collaboratore di Streglio. Capella è direttore responsabile dal 1943 al febbraio 1944, quando viene pubblicato l'ultimo numero. Una discreta diffusione ha Il Canavese e le Valli di Lanzo, nato nel novembre del 1908 e pubblicato la domenica. Fra i collaboratori del giornale vanno ricordati Giacomo Bollati e il professor Nino Costa. L'ultimo numero esce il 12 settembre 1909. Il Risveglio del Canavese nasce il 6 gennaio 1921. Il giornale si pone in contrasto sia con socialisti e comunisti, sia con i fascisti, di cui vengono spesso denunciate le violenze. Nel 1924 il giornale esprime critiche al nuovo sistema elettorale voluto da Mussolini, ma dall'anno successivo gli articoli a sfondo politico diventano più rari, per poi sparire completamente a causa della censura sempre più rigida. La pubblicazione del Risveglio termina nel 1925, e riprende al termine della Seconda guerra mondiale. Oggi la redazione del giornale ha sede presso la struttura denominata Ciriè 2000, nell'area dell'ex Opificio Remmert.

Artisti ciriacesi 

Letteratura [modifica]

§                     Nino Costa - poeta dialettale (1886-1945). Nasce a Torino da una famiglia di origini ciriacesi. Studente al liceo Cavour, laureato in Lettere e in Veterinaria, svolge per tutta la vita la professione di bancario presso la Cassa di Risparmio di Torino. Con lo pseudonimo di Mamina pubblica le sue prime poesie sul settimanale dialettale Birichin, fondato a fine Ottocento. A partire dal 1922 pubblica le sue raccolte di versi in piemontese:Mamina (1922), Sal e Pèiver (1924), Brassabòsch (1928), Fruta madura (1931), Poesie religiose piemontèise (1934), Ròba nòsta (1938),Tempesta, pubblicato postumo nel (1946).Muore a Torino il 5 novembre 1945, un anno dopo la prematura scomparsa del figlio diciannovenne Mario, ucciso durante un'azione partigiana in Val Chisone. È sepolto accanto al figlio nel cimitero di Ciriè. A lui il Comune ha dedicato una scuola media e una via nel centro cittadino.
§                     Ugo Riccarelli - scrittore. Nato a Ciriè nel 1954 dove ha abitato per molti anni. Uno dei più significativi esponenti della letteratura italiana contemporanea, vincitore del Premio Campiello nel 1998 con Un uomo che forse si chiamava Schulz e del Premio Strega nel 2004 con il romanzo Il dolore perfetto. Riccarelli era già conosciuto al grande pubblico per il suo libro Le scarpe appese al cuore, racconto autobiografico di un difficile trapianto di cuore e di polmoni.
§                     Gianni Milano - poeta e pedagogista. Nato nel 1938, ha vissuto e lavorato per diversi anni a Ciriè. Uno dei principali esponenti del movimento beat in Italia durante gli anni sessanta e autore di un gran numero di antologie poetiche, articoli e libri di argomento pedagogico-educativo. Nell'ambito della cultura underground, che trae i propri temi e le modalità espressive dagli autori della beat generation, si colloca anche la produzione poetica di Pier Castrale, (1955-2010). Nato a Torino, Castrale visse a Ciriè fino alla fine degli anni ottanta. Di lui va ricordata, in particolare, la raccolta Le rovine curiose, pubblicata nel 1979 per l'editrice Forum/Quinta Generazione, con prefazione di Giorgio Barberi Squarotti. Nell'ambito degli autori contemporanei di poesia, va segnalata la raccolta Blu e oro in scaglie di Nicoletta Polon, pubblicato nel 2007 per l'editore Libroitaliano World (ISBN 978-88-7865-590-4).
§                     Luigi Bairo (1962), scrittore. Autore di diversi saggi, libri di viaggio e di narrativa per ragazzi. Nel 2011 pubblica Novecento piemontese. Storie di sconosciuti illustri dalla provincia torinese. Il libro traccia la storia di alcuni personaggi ciriacesi, le cui vicende si dipanano nel corso del XX secolo.
§                     Giovanni Crosetto, storico che ha pubblicato alcuni interessanti testi di storia locale.
§                     Danilo Naretto, nato a San Maurizio Canavese nel 1957, bibliotecario presso la civica Alvaro Corghi di Ciriè, è autore del romanzo La ciliegina all'occhiello. Le medievali avventure di Raymond de Plafond della Boulagna, edizioni Robin, Roma, 2009 (ISBN 978-88-7371-528-3). La vicenda del romanzo, tra storia, invenzione e divertenti paradossi, si svolge in Francia durante la Guerra dei Cento Anni, subito dopo il 1360.

 

Pittura 

§                     Romano Gazzera - Nato a Ciriè nel 1906 e morto a Torino nel 1985 è conosciuto come il pittore dei fiori giganti. Figlio del Ministro della Guerra Pietro Gazzera, comincia ad appassionarsi alle arti figurative sin da giovane, ma deve lottare contro l'opposizione del padre. Legato da profonda amicizia con pittori quali De Chirico e Savinio, Gazzera deve la sua fama internazionale proprio ai suoi dipinti che raffigurano fiori dalle proporzioni enormi. È autore di un importante ritratto del marchese Emanuele D'Oria, ultimo esponente della nobile famiglia ciriacese. Questo dipinto è conservato insieme agli altri ritratti della dinastia nella quadreria storica del Palazzo dei Marchesi D'Oria. A lui è dedicata la scuola elementare di Devesi.
§                     Alvaro Corghi (1908-1998) - È stato uno degli ultimi artisti futuristi italiani. Nato in Emilia-Romagna, nel 1933 ottiene il terzo posto nel concorso Ritratto sintetico del Duce. Dopo aver aderito al gruppo di futuristi torinesi guidati dal poliedrico artista Luigi Colombo, in arte Fillia, Corghi si trasferisce a Ciriè dove risiede per lungo tempo, diventando uno dei principali animatori della vita culturale della città e dove fonda il circolo culturale Ars et Labor. Corghi deve la sua fama soprattutto alle sue caricature - o, come lui stesso le definiva, fisiosintesi - di importanti personaggi della storia del Novecento. A lui è dedicata la biblioteca comunale cittadina. Suo figlio Azio Corghi (1937) è un importante compositore di musica contemporanea.

Ciriè, aprile 1968.Il pittore Alvaro Corghi durante la premiazione di un concorso di disegno per bambini
§                     Luciano Blotto
§                     Giovanni Carlo Rocca, nato a Tiriolo, in provincia di Catanzaro nel 1960, si trasferisce a Balangero, in provincia di Torino nel 1969, vive a Torino dal 1994. Già conosciuto come restauratore, ha legato strettamente la sua produzione pittorica alla città di Ciriè. Dopo aver proceduto al lungo restauro dei dipinti della quadreria D'Oria, Rocca ha voluto reinterpretare gli stessi in chiave moderna. Da questo vasto progetto è nata la mostra Radici quadrate, che si è svolta presso il Palazzo D'Oria nella primavera del 2006. In occasione della mostra, l'artista ha realizzato, sotto gli occhi del pubblico, l'opera intitolata La cavalcata dei vizi, un grande dipinto di 20 metri per 2,10 ispirato ad un affrescoquattrocentesco restaurato dallo stesso Rocca.

Il marchese Emanuele Doria in un autoscatto di fine Ottocento

Musica 

§                     Azio Corghi, figlio del pittore Alvaro Corgi, nato a Ciriè il 9 marzo 1937, è compositore, musicologo e didatta. Ha compiuto gli studi musicali presso Conservatorio di Torino e a Milano sotto la guida diBruno Bettinelli. Dal 1995 è docente del corso di perfezionamento di composizione presso l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma. Estraneo alle forme più estreme e radicali della musica contemporanea, Corghi ama confrontarsi con i grandi compositori del passato, attraverso parodie di opere di Rossini, Händel, Mozart e altri autori. Da tempo collabora con lo scrittore portoghese Jose Saramago. Tra le sue opere si segnalano Gargantua (1984), Blimunda (1989), Divara (1993), Tatjana(1999) e Senja (2002). Nel 2006 ha presentato a Lisbona e poi al Teatro alla Scala la sua ultima opera,Il dissoluto assolto, una parodia del Don Giovanni di Mozart.

 

Musica pop e Musica rock 

Fin dagli anni sessanta il territorio ciriacese è stato ricco di musicisti rock, pop e jazz. Fra i gruppi più significativi che gravitavano nell'area cittadina vanno ricordati gli Assoluto Naturale, gruppo di rock progressivo attivo nei primi anni settanta. I Free Wave System, nati nella seconda metà del decennio, proponevano un jazz-rock strumentale vicino alle sonorità dei Perigeo. Nel 1981 il gruppo pubblica un LPper l'etichetta torinese Drums Records. Il disco, dal titolo Nonostante tutto, viene riproposto su cd nel2004 (Mellow MMP 410 - 2004). Fra i gruppi attivi nel corso degli anni ottanta si ricordano i Nightdriving Gossip, che mutarono in seguito il loro nome in Harp1. Nel 1991 nascono gli Arigret, i quali, muovendosi con una libertà espressiva tipica degli anni settanta, fondevano jazz, metal, rap, progressive. Dal vivo gli Arigret, oltre al loro repertorio, nel quale spiccava Fisionomia contadina, ironica hit provinciale, riproponevano brani degli Area, dei Gong e dei newyorkesi Lounge Lizard. A partire dal 1993, dopo lo scioglimento della formazione originaria, gli Arigret iniziano un percorso indirizzato verso il free jazz. Nel 1995 pubblicano il cd Se Una Notte d'inverno un Viaggiatore... e suonano in diversi paesi europei. In seguito il batterista Dario Bruna e il bassista Federico Marchesano entrano a far parte della band di Carlo Actis Dato, uno dei più importanti sassofonisti di sax baritono del panorama mondiale. Con la Actisband realizzano quattro cd e si esibiscono dal vivo in diversi continenti. Nel 1999, inoltre, Marchesano e Bruna danno vita, insieme al trombettista Ramon Moro, al terzetto 3quietmen, che pubblica l'albumtrump'n'drum'n'bass(2000) per la CMC Records. Federico Marchesano collabora inoltre come contrabbassista con l'Orchestra sinfonica della RAI ed è attualmente bassista nei Mau Mau e nella Banda Ionica. A partire dal 2006 è attivo, nell'area dell'ex Opificio Remmert, il Taurus, uno spazio dato in gestione dal Comune di Ciriè, che ospita importanti eventi culturali e musicali sia nazionali che internazionali.
A Ciriè si svolge ogni anno il concorso musicale Senza etichetta per gruppi, cantautori e cantanti, giunto ora all'undicesima edizione. Il vincitore di Senza Etichetta 2008 riceverà in premio una borsa di studio che permetterà di frequentare un corso di alta formazione presso il CET, Centro Europeo di Toscolano (Terni), la scuola fondata e coordinata da Giulio Rapetti, in arte Mogol.

Musica per banda 

Dal 1976 è attiva a Cirié l'Orchestra a Fiati Giovanile Italiana I Music Piemonteis, fondata e diretta da Ugo Bairo. Con l'orchestra a fiati, lavora stabilmente il coro dei Music Piemonteis, diretto da Carmelo Luca Sambataro: l'ensemble, specializzato in trascrizioni operistiche per orchestra a fiati e coro (trascrizioni curate dai due direttori), si è esibito in tutto il mondo (da ricordare, fra le numerose altre, le due tournée in Brasile nel 2005 e2007, la tournée austriaca del 2006, quella tedesca del 2008 e lo straordinario tour in Francia, Spagna e Portogallo del 2009) riscuotendo ovunque calorosi consensi.

 

Esponenti del mondo culturale, politico e scientifico 

§                     Eugenio Gerardi (1882-1968). Uno dei più conosciuti e stimati amministratori di Ciriè nel corso della prima metà del '900. Assessore dal 1907 al 1924, volontario nella prima guerra mondiale, molto attivo nel Circolo Sociale, è uno dei fondatori a Ciriè del Partito nazionale fascista e partecipa alla fondazione dello stesso partito a Torino. Dalla fine del 1929 al 1935 è Podestà di Ciriè (unico ciriacese a ricoprire tale carica). Dal 1936 si allontana dal Fascismo. Nel 1948, nel 1953 e nel 1957 è eletto consigliere comunale.
§                     Domenico Giacomino Piovano (Ciriè, 1943 - Ciriè, 2010). A cavallo tra il 1972 e il 1973, per sei puntate, fu campione nella trasmissione televisivaRischiatutto condotta da Mike Bongiorno. Allora trentenne, avrebbe voluto rispondere a domande sulla storia russa, ma i curatori del programma gli suggerirono un argomento meno “sospetto”: la geografia. Vinse 32 milioni di lire. Alla settima puntata perse contro Enzo Bottesini. Grande viaggiatore, Piovano conosceva alla perfezione oltre dieci lingue.
§                     Enrico Giraudo , 1970, ricercatore ciriacese nato a Savigliano. Dopo il dottorato a Torino, ha lavorato 4 anni presso l’Università di San Franciscoper approfondire le ricerche sul cancro. Ritornato in Italia, ha iniziato a studiare il ruolo delle semaforine nella regolazione dello sviluppo tumorale. Il gruppo di ricerca coordinato da Giraudo sta attualmente lavorando per sintetizzare una molecola in grado di mimare gli effetti della semaforina, nella speranza di portare queste conoscenze al più presto in ambito clinico e giungere, nei prossimi anni, alla realizzazione di un farmaco. Di questo importante studio condotto dai ricercatori dell'Istituto per la Ricerca e la Cura del Cancro di Candiolo si è occupato il Tg regionale delPiemonte e lunedì 12 ottobre 2009 la trasmissione di approfondimento scientifico “Leonardo”, in onda su Rai tre.
§                     Gian Paolo Brizio Falletti di Castellazzo (Ciriè, 8 luglio 1929 - Ciriè, 19 maggio 2008), è stato un dirigente industriale e un amministratore locale. Uomo politico, legato alla Democrazia Cristiana è stato Sindaco di Ciriè dal 1966-1975e successivamente dal 1978-1980. Dal 1975 al 1978 consigliere provinciale. Dal 1980 consigliere regionale, poi assessore nel 1988. È stato l'ultimo presidente della Regione Piemonte con il vecchio sistema elettorale dal 1990-1995. Nel corso della sua lunga presidenza, Brizio ha guidato in tutto tre giunte. La prima, di pentapartito, in carica dal 25 luglio 1990 al 16 marzo 1993. La seconda restò invece in carica per pochi mesi, dal 25 febbraio 1994 al 7 giugno dello stesso anno. La terza giunta Brizio, di centrosinistra, durò in carica fino al marzo 1995.
§                     Pasquale Cavaliere (Gragnano, 24 febbraio 1958 - Córdoba, Argentina, 6 agosto 1999), è stato un uomo politico, legato al movimento ambientalista, consigliere regionale dei Verdi a partire dal 1995.

 

Esponenti del mondo sportivo [modifica]

§                     Giovanni Brunero (1895-1934). Ottiene 23 vittorie da ciclista professionista, è il primo a vincere per tre volte il Giro d'Italia (1921, 1922, 1926) a cui si aggiungono il 2º posto nel 1923 e 1927 ed il 3° nel 1925. Vince tutte le più importanti corse italiane. Nel 1924 vince la Nizza - Briancon al Tour, da cui deve ritirarsi per bronchite quando è 3° in classifica.
§                     Giuseppe Enrici (1896-1968). Nel 1922 è 3° al Giro d'Italia (1° nella categoria "juniores"). Nel 1924 vince il Giro d'Italia e nel 1926 è 5°, sempre al Giro.
§                     Secondo Martinetto (1894-1968). Nel 1924 è 4° al Giro d'Italia. Nel 1927 è 18° al Tour de France, 1° degli italiani e 1° nella categoria Turisti-routiers (gli isolati, cioè quelli che non erano inseriti in una squadra).
§                     Gervasio "Vasito" Bastino (1916-1993). Nel 1934 e nel 1935 è Campione italiano di pentathlon. Nel 1940 è selezionato per la squadra olimpica. Nel 1945 e 1946 è campione italiano di decathlon. Nel 1962 è presidente dello Sport Club; con lui la squadra sfiora la promozione in serie D.
§                     Giovanni Aghem (1924-2008). Più volte campione piemontese nel lancio del disco. Nel 1951 è terzo al campionato italiano di lancio del disco (dietro a Consolini e Tosi).
§                     Giuseppe Siletto (1926). Più volte campione piemontese dei 400 ostacoli. Nel 1943 è campione italiano III Serie nel 110 ostacoli, nel 1947 vince i 110 ostacoli ai Campionati giovanili europei a Praga, nel 1948 si ripete nella II serie sui 400 ostacoli ed è anche Campione italiano universitario. Fa parte della nazionale italiana di atletica leggera che incontra l'Argentina. È l'unico ciriacese che ha giocato a rugby, gareggiando anche in Spagna.
§                     Giovanni "Nanni" Buggia storico capitano del Ciriè negli anni '70.
§                     Franco Semioli (1980), calciatore cresciuto nel Torino FC, ha, successivamente vestito le maglie di Salernitana, Ternana, Vicenza Calcio, Chievo Verona, Fiorentina e Sampdoria.

 

Etnie e Minoranze Straniere [modifica]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 1.035 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:
bandiera Romania 661 3,49%


Credevo che i RUOCCO a Ciriè fossero di più e invece ci sono soltanto due famiglie con questo cognome e abitano nella zona verso San Maurizio Canavese.

Ho rimesso piede a Ciriè attraverso le immagini di questo post. Manco dal Piemonte dal 29 giugno del 1973.

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